30 gennaio - 24 febbraio 2017

Viaggio a Banfora

resoconto di Valérie Piot

La scuola Di Djongolo

 

Da parecchio tempo già meditavo di tornare in Burkina Faso. L’occasione si è presentata nel mese di settembre, quando gli amici di Isola Vicentina ci hanno proposto di partecipare al viaggio che stavano organizzando a Banfora per il mese di febbraio.

Abbiamo, Gianni Artico ed io, aderito con entusiasmo e in un secondo tempo, ho coinvolto anche mio figlio Giacomo.

In fase di preparazione avevamo avanzato richieste precise per ottimizzare i tempi e riuscire a completare il programma che avevamo prefissato e posso dire che, grazie agli amici di Banfora, Comitato del Gemellaggio e Consiglio Municipale della città “gemella”, siamo riusciti a portare a termine la nostra “missione” nel migliore dei modi.

Innanzitutto abbiamo conosciuto i componenti del Consiglio Comunale, insediato da pochi mesi e i componenti del Comitato del Gemellaggio di recente nomina.

La prima giornata si è consumata tra saluti alle varie autorità, visite di cortesia e primi colloqui conoscitivi.

Nei giorni seguenti abbiamo visitato le scuole di Tounguena e Djongolo, costruite grazie al progetto “tutti a scuola in Burkina” patrocinato dal Lions Club Italia. Abbiamo incontrato direttore, insegnanti, Comitati dei genitori (CME comité des mères educatrices e CPE comité des pères éducateurs) e, ovviamente, i bambini. In entrambe le scuole le aule sono affollatissime, con fino a 60 bambini per classe, e, essendoci solo 3 aule per scuola, nonostante la scuola primaria preveda 6 anni, le iscrizioni alla prima elementare avviene unicamente ad anni alterni. La normalizzazione delle scuole (da 3 a 6 aule) è una delle richieste più frequenti da parte dei direttori.

 

La scuola di Tounguena

Nel quadro delle adozioni scolastiche a distanza sostenute da molte famiglie trinesi,, il Comitato del Gemellaggio di Banfora ha lavorato molto bene: prima di procedere agli acquisti sono stati interpellati i genitori per stabilire quali fossero le necessità dei bambini. Assieme ai CME e CPE si è deciso quindi di dotare ciascun ragazzo di due divise, due paia di scarpe, un piccolo panello solare per poter studiare alla sera (alle 19.00 è già buio e non tutti hanno la luce in casa), riso, mais e farina, materiale didattico e infine 5000 CFA (1 CFA = 0,0015 €) per eventuali necessità sanitarie; infatti non esiste un sistema sanitario nazionale e sono pochi i burkinabé che usufruiscono di una “mutua”.

Al momento sono 38 i bambini adottati, tutti frequentano la scuola di Tounguena; li abbiamo incontrati, fotografati e ognuno di loro ci ha consegnato una lettera per i padrini italiani. L’assenteismo è praticamente pari a zero perché spesso il pasto che fanno a scuola è l’unico della giornata. La dieta è quasi esclusivamente a base di riso.

A Djongolo, villaggio di Banfora, in una zona rurale a 25 km dal capoluogo, ci hanno accolti con musica, canti e balli; tutto il villaggio ha partecipato, addirittura le cuoche della scuola hanno cucinato anche per gli abitanti venuti da lontano . Sono venuti a salutarci il capo villaggio, gli anziani e per ringraziarci ci hanno regalato un tacchino, 2 faraone e 2 galline vive !

Durante la visita alla maternità del “secteur 6” abbiamo potuto osservare i segni del tempo; Costruita nel 1998 grazie al contributo del Comune di Trino, ormai sono 18 anni che è operativa, e, con una media di 60 parti al mese non corrisponde più ad uno standard accettabile, anche perché, nel frattempo, la popolazione è praticamente raddoppiata. Gli operatori hanno evidenziato le difficoltà che incontrano nello svolgere quotidianamente il loro lavoro, dovute all’esiguità dei locali, alla scarsità dei mezzi e del materiale e alle condizioni igieniche precarie (non hanno uno svuotatoio).

 

 

A Banfora esiste pure una realtà imprenditoriale competitiva e in espansione: Phytofla che produce prodotti fitoterapici con piante appartenenti alla medicina tradizione locale, Sotria-b che si occupa della lavorazione delle noci di anacardo.

Tra una visita e l’altra, i nostri uomini, Augusto, Gianni e Giacomo hanno costruito un “inceneritore” nel cortile di Radio Teryia (punto di riferimento della nostra missione). Lo smaltimento dei rifiuti in Burkina rappresenta un problema immenso e l’unico sistema per eliminarli è bruciarli privatamente.

A Banfora il nostro impegno è stato in gran parte di pubbliche relazioni, di conoscenza e di verifica, a Loumana invece, insieme a Denise, farmacista di Isola Vicentina,  abbiamo “lavorato” eseguendo misurazioni della pressione e della glicemia agli abitanti dei villaggi, mentre la componente maschile della spedizione potenziava l’impianto elettrico di illuminazione che consiste in un pannello solare della maternità di Baguera (non esiste altra fonte di energia nel villaggio).

Non ci sono parole per descrivere la cordialità, il calore ,la generosità, la gioia di vivere di queste persone che non hanno nulla (il Burkina Faso è il paese più povero dell’Africa sub sahariana). Si riscopre una dimensione della vita che noi abbiamo completamente smarrito, dove l’essenzialità prevale sulla superficialità, dove l’essenza delle cose e delle persone conta più della loro apparenza.

Il nostro aiuto rappresenta una goccia in un oceano di bisogni ma non può mancare.

Rivolgiamo quindi un invito non solo alle famiglie che hanno un’adozione, ma chiunque fosse interessato a saperne di più, alla serata che stiamo organizzando per condividere questa nostra fantastica e toccante esperienza. Si tratta di una cena tipica con un menù africano”; durante la serata consegneremo alle famiglie adottive le letterine dei loro “figli” Banforesi, proietteremo delle immagini del nostro viaggio e organizzeremo una vendita benefica di oggetti di artigianato locale provenienti da Banfora.

L’evento avrà luogo giovedì 30 marzo 2017 a partire dalle ore 20,00 presso il Ristorante “Il Convento”

 

Valerie Piot

 

 

 

La lavorazione degli anacardi